Diario di una Social Geek

lunedì 10 febbraio 2014

Hashtag ed emozioni

Il caso della giraffa Marius dello zoo di Copenhagen


Vi siete mai chiesti come nascono gli hashtag? Riflettendoci, spesso non nascono dalla necessità di pubblicizzare un prodotto o un servizio piuttosto sulla scia di forti emozioni.


I Social Network sono diventati per moltissimi utenti il canale principale per comunicare i propri stati d'animo. Sentimenti come l'amore, l'amicizia, l'odio, la delusione e la rabbia trovano spazio sui diversi social network e attraverso gli hashtag mettono in contatto persone che in un determinato momento della propria vita hanno provato sensazioni tali da desiderare di condividerle.

E' possibile immaginare questi hashtag come la via d'accesso a community non strutturate e indefinite formate potenzialmente da milioni di utenti.

Molte di queste community nascono e muoiono nell'arco di pochissimi giorni: il tempo necessario che l'emozione che le ha fatte nascere ceda il posto al tran tran della vita quotidiana. Molte altre, invece, tendono ad assumere una forma più ramificata e definita nutrendosi di altri hashtag correlati e in alcuni casi influenzando anche la vita reale.

Proprio oggi stiamo assistendo a un momento di questo tipo sui Social e chi li frequenta sa già a cosa mi riferisco: il caso della giraffa Marius dello zoo di Copenhagen. Evito di commentare il fatto in sè perché lascia senza parole. Preferisco concentrarmi su un aspetto più utile e importante: la sua portata sociale.

In un solo giorno, su Statweestics #Marius si attesta al 443° posto ma il trend è in forte crescita.

Social mention, invece, ci presenta questo quadro:  il 39% di Passion e il 22% di Reach mostrano come oggi il caso della giraffa Marius abbia dato vita a forti emozioni che gli utenti hanno desiderato condividere. La community legata ai sentimenti di delusione e rabbia ha preso forma ma è difficile pronosticare la sua aspettativa di vita.

Hashtagify.me, invece, mostra come la giraffa Marius abbia dato vita a d hashtag collaterali che potrebbero avere un riscontro nella vita reale. E' il caso, per esempio, dell'hashtag #boycottcopenhagenzoo.

Cosa ci viene insegnato a livello di Social Media Marketing da eventi come questi? Sicuramente che intercettare gli hashtag giusti al momento giusto è la chiave per permettere ai propri contenuti di raggiungere un enorme bacino di utenti.

Affinché i contenuti di volta in volta condivisi siano effettivamente utili agli utenti canalizzati sulla scia di hashtag potenti come #Marius, però, è indispensabile che apportino un valore aggiunto qualcosa che permetta loro di lasciare il segno. Soltanto così, infatti, si riesce a raccogliere qualcosa di più di un semplice momentaneo visitatore del proprio sito perché si accede a utenti che potrebbero essere disposti a tornare sul sito che hanno appena visitato.

Voi che ne pensate?