Diario di una Social Geek

mercoledì 2 luglio 2014

Facebook e il Mood Experiment: considerazioni

Riflessioni sul Mood Experiment condotto da Facebook all'insaputa degli utenti.


Recentemente su Facebook non si parla di altro: il Mood Experiment, l'esperimento condotto dai vertici del noto social network che ha mostrato come il contagio emotivo sia presente anche tra persone che non hanno interazioni dirette come accade sui social network.

On-line si urla allo scandalo da ogni dove: i frequentatori di Facebook non sembrano concepire né voler accettare nemmeno l'idea di poter essere utilizzati da cavie a loro insaputa.

Ma è davvero questo che scandalizza così tanto?



Il Mood Experiment, ecco cosa ha dimostrato



L'esperimento è stato condotto da Adam D. I. Kramera, Jamie E. Guilloryb e Jeffrey T. Hancockc e pubblicato per intero sul sito internet Pnas.org. In sintesi, mette in evidenza come il nostro universo emotivo sia influenzabile anche senza interazioni dirette tra le persone, ovvero, anche semplicemente attraverso i social network.

Come hanno fatto per dimostrare tutto ciò?

Dall'Abstract della ricerca, intitolata Experimental evidence of massive-scale emotional contagion through social networks, si legge che l'algoritmo del news feed di Facebook è stato modificato riducendo, in un primo momento, i contenuti positivi e in un secondo momento, quelli negativi.

È stato notato, in particolare, che la riduzione di contenuti che generano emozioni positivi ha influenzato negativamente gli utenti che hanno iniziato a produrre contenuti negativi. Quando a essere stati ridotti sono stati i contenuti negativi, invece, si è verificata la situazione opposta: gli utenti oggetto a loro insaputa del Mood Experiment, hanno iniziato a produrre una maggiore quantità di contenuti di carattere positivo.

Il tutto senza che ci fosse stato il contatto diretto tra gli utenti ma semplicemente attraverso la lettura di post e contenuti pubblicati dagli Amici di Facebook.

Cosa significa tutto ciò?

(foto: Pnas.org)
Chi urla allo scandalo sottolinea come con il Mood Experiment Facebook abbia trattato gli utenti come cavie da laboratorio per fini non strettamente legati al miglioramento della loro esperienza sul noto social network.

Apparentemente il nocciolo della polemica sembra essere proprio questo: gli abitanti di Facebook non hanno amato scoprire di essere stati utilizzati a loro insaputa a fini scientifici.

Mi chiedo se sia davvero questo ciò che turba di più.

L'introiezione, una caratteristica che ci rende umani


La nostra manipolabilità emotiva, nota anche come influenzabilità, in realtà non è niente di nuovo; anzi è innata. Vi è mai capitato di piangere davanti a un film o di emozionarvi leggendo un libro?

Se sì, anche in quei casi siete stati oggetto, più o meno consapevolmente, del contagio emotivo. L'obiettivo di ogni grande scrittore o regista è riuscire a suscitare emozioni in chi legge o guarda un film; emozioni che loro stessi decidono di far provare, ovviamente. Possono essere, per questo, definiti dei manipolatori?

L'introiezione, ovvero la capacità umana di fare proprie le emozioni e gli stati d'animo altrui è una caratteristica che ci contraddistingue sin da piccoli. È proprio questo, secondo me, uno degli elementi più importanti del nostro essere umani perché ci permette di empatizzare con gli altri; di essere altro da noi e di porci in modo significativo verso chi ci circonda.

Non a caso, l'introiezione è strettamente connessa alla sensibilità: un elemento del carattere che viene  considerato un valore aggiunto nelle persone che lo possiedono; una qualità positiva, quindi, tant'è che il suo contrario, l'insensibilità, viene comunemente considerato un aspetto negativo.

Certo, è pur vero che moltissime persone sfruttano questa nostra caratteristica per spingerci a fare qualcosa: comprare un prodotto, aderire a un'ideale politico, compiere azioni di ogni tipo.

Ciò che deve farci riflettere è proprio questo: dobbiamo imparare a riconoscere chi ci manipola e per quale motivo così da poter essere sempre sicuri di compiere le nostre scelte in piena libertà.

Il mio consiglio? Non ve la prendete troppo per il Mood Experiment di Facebook. Guardate anche il lato positivo di questa ricerca. L'esperimento sul contagio emotivo condotto da Facebook ha il merito di aver messo a disposizione di tutti un tassello in più verso la conoscenza di noi stessi.

Pubblicando lo studio che è stato condotto, tutti noi siamo stati informati di questo nuovo aspetto dell'introiezione e possiamo quindi mettere in pratica strategie per difenderci.

Quali?

Provate a partire da quelle proposte in un video che sta diventando virale proprio su Facebook: non prendere sul serio tutto ciò che viene condiviso dagli amici.




E poi, in fondo, su Facebook siamo tutti ospiti; è Facebook che detta le regole e non nega a nessuno la possibilità di chiudere il proprio account.

Voi cosa ne pensate?