Diario di una Social Geek

lunedì 23 febbraio 2015

L'architettura dell'informazione e il content design

 

Sabato 21 febbraio 2015 ho partecipato alla WIAD Palermo organizzata dagli amici di Push, una giornata interamente dedicata a una tematica che a me interessa particolarmente: l'architettura dell'informazione ovvero il modo in cui le informazioni devono essere organizzate affinché la parte più importante della comunicazione, il messaggio, giunga correttamente da chi lo comunica a chi lo riceve. Non so se questa sia la definizione corretta di architettura dell'informazione ma è quella che sento di darle oggi, dopo aver ascoltato gli speaker che hanno partecipato.


Durante la WIAD a Palermo sono state toccate tematiche molto importanti che da un certo punto di vista mi hanno riportato indietro nel tempo, ai giorni dell'università. Si è parlato, tra l'altro, di bisogni delle persone; dell'importanza dei feedback, una delle tematiche care anche alla Global Service Jam; della user experience.

Sono stati davvero tanti gli spunti sui quali ancora sto riflettendo; degli imput per me molto importanti soprattutto in ambito lavorativo.

La tematica portante della giornata è stata la felicità, una delle emozioni più importanti e probabilmente quella alla quale tende la nostra vita. Tutti sognamo di vivere felicemente le nostre giornate limitando gli stress, i dispiaceri e trovando risposte valide alle nostre necessità.

Mi chiedo, quindi, alla luce di quanto ho ascoltato sabato: si può comunicare la felicità?, o meglio, come si può rendere felici gli altri attraverso la comunicazione?

Questi due aspetti si collegano strettamente alla necessità che quotidianamente ho a livello professionale di riuscire a creare contenuti di valore per i siti sui quali scrivo. Non è semplice e non è affatto scontato riuscire a farlo.

Legando il tema del giorno della WIAD al mio lavoro, per me l'unica possibile risposta è questa: è possibile rendere felici gli altri attraverso la comunicazione principalmente fornendo loro dei contenuti che siano di valore che riescano a soddisfare uno o più bisogni.

Quando un utente accede a Google e inserisce delle parole chiave nella barra della ricerca non fa altro che esprimere ciò di cui in quel momento ha bisogno.

Che si tratti degli ingredienti della torta di mele alla cannella, della programmazione cinematografica della sua città o delle mete turistiche emergenti anche quello a mio parere è un modo di esprimere un bisogno. Sicuramente non si tratta di bisogni primari e vitali ma in buona parte dei casi sono bisogni imminenti legati ai diversi aspetti della nostra quotidianità.

Ciò che viene cercato su Google ha anche un altro importante significato: ci aiuta a capire meglio ciò che stiamo vivento; è uno specchio della nostra società, del nostro sentire e delle cose con le quali siamo costretti a confrontarci.

A tal proposito, vi invito a riflettere sul punto 5 dei perché emergenti che Google Trends ha rilevato nel 2014:



Riuscire a dare una risposta utile e completa a una parte di questi bisogni è l'aspetto probabilmente più importante del mio lavoro; un aspetto che spero di riuscire a fare sempre meglio.



A presto!

(infografica: ashworthcreative.com)