Diario di una Social Geek

mercoledì 18 marzo 2015

Dumbo, Tim Burton, PETA e la morale della favola



Se siete appassionati di cinema probabilmente avrete già intercettato una delle notizie del momento: Tim Burton si occuperà del riadattamento di Dumbo, uno dei film d'animazione più amati della Disney. Stando alle prime indiscrezioni, il film uscirà verosimilmente nel 2017 e sarà girato in "live action" ovvero con attori in carne e ossa (tranquilli, per le scene con gli elefanti verranno utilizzate immagini computerizzate).

Devo confessarvi che ancora oggi, quando capita, guardo con piacere Dumbo: ho amato la storia dell'elefantino con le orecchie a farfalla fin da bambina quando lo guardavo insieme alle mie sorelle. Tim Burton, inoltre, è uno dei registi che preferisco e la notizia del riadattamento di questo classico della Disney non può che farmi piacere. Non è di questo, però, ciò di cui voglio parlarvi in realtà.

La notizia che mi ha spinta a scrivere questo post è un'altra: la richiesta della PETA (People for the Ethical Treatment of Animals) a Tim Burton di modificare la scena finale di Dumbo quella in cui lui ha la possibilità di riabbracciare sua madre. Ve la mostro più che raccontarvela:




Il finale desiderato sarebbe quello di vedere Dumbo e sua madre liberi di vivere in una riserva e non più sfruttati dall'industria dello spettacolo.

Sono del parere che ognuno può esprimere la sua opinione su ogni cosa ma vorrei spezzare una lancia a favore del sapore dolce e amaro che ha il finale originale di questo film.

La morale delle favole

Adoro le favole e sono più che convinta dell'importanza del loro ruolo nell'educazione e nello sviluppo dei bambini.

Recentemente ho avuto la possibilità di leggere la versione dei Fratelli Grimm di una favola molto nota: Cenerentola. Quella che solitamente viene raccontata ai bambini oggi è la versione ovattata diffusasi proprio in seguito all'omonimo film della Disney. Nella versione dei Fratelli Grimm le sorellastre di Cenerentola al momento di provare la scarpetta di cristallo si tagliano chi l'alluce, chi il tallone.

La narrazione in questa parte della favola è talmente accurata da restituire immagini abbastanza crude e sconcertanti; immagini che in questo caso ci fanno capire l'importanza che il successo ha per alcune persone. Raggiungere il successo può spingere chi non ha le caratteristiche adatte persino a violare il proprio corpo. Quanto è attuale questo discorso, eh? :) Eppure ci viene raccontato in una fiaba scritta orientativamente verso la fine del '700 e gli inizi dell'800.

E il finale di Dumbo?

Il finale di Dumbo guardato dagli occhi di un adulto è indubbiamente triste: un finale dolce e amaro allo stesso tempo perché ci ricorda che una prigione, anche se dorata, continua a essere pur sempre una prigione. Gli occhi di un bambino probabilmente non colgono questo aspetto perché restano appagati dalla soddisfazione di quello che è il più grande desiderio di ogni cucciolo (anche umano): riabbracciare la mamma.

Che senso ha, allora, quel finale lì e perché dovrebbe essere lasciato così?

Quel finale non è altro che un seme: potrebbe non essere stato il contandino a piantarlo lì perché a volte accade che i semi vengano trasportati dal vento. I semi portati dal vento hanno meno speranze di germogliare ma se trovano le giuste condizioni ambientali possono dar vita a piante rigogliose e forti in grado di fare fiori e frutti in estate.

Il finale originale di Dumbo è necessario: sta a noi innaffiarlo per fare in modo che cresca trasformandosi in uno spunto di riflessione importante sulla realtà legata allo sfruttamento degli animali.

Un seme sradicato, infatti, non porta frutti; l'abitudine stessa di sradicare finisce per inaridire il terreno rendendolo sterile.

Le favole sono lo strumento perfetto per affrontare con i piccoli tematiche importanti e difficili: per questo è importante leggerle, soprattutto da adulti.

Voi da che parte state?