Diario di una Social Geek

venerdì 6 marzo 2015

Le 50 sfumature dell'anima



Spesso quando guardo un cantante cantare mi ritrovo a chiedermi se le parole della sua canzone le ha scritte lui oppure no. Lo faccio da un sacco di tempo ormai tanto che per me è diventato quasi un gioco. In alcuni casi riesco anche a riconoscere quando i cantanti cantano canzoni loro oppure quando queste sono state scritte da altri. Come faccio non lo so precisamente: cerco soltanto di cogliere tutti piccoli indizi che possono aiutarmi a farmi capire se ciò che prova mentre canta è autentico oppure no.

L'intonazione, il ritmo delle parole, l'espressione del viso, lo sguardo... tutto questo mi aiuta a capire se mi trovo difronte a un cantautore. Ogni tanto indovino.


Riflettendo su questo discorso mi sono resa conto che riuscire a comunicare emozioni, attraverso una canzone, una poesia, un racconto o un dipinto per esempio, non è affatto semplice. Non basta avere un pennello, una tela, la giusta formazione scolastica per dipingere un capolavoro.

E non basta avere una bella voce, saper suonare uno strumento e avere un buon vocabolario per dar vita a canzoni indimenticabili in grado di toccare il cuore.


Perché un romanzo diventa best seller e un altro no? Non sono stati scritti con lo stesso impegno dagli autori? Un autore scrive meglio dell'altro? Non credo che sia questo il vero nocciolo della questione.

È tutta questione di sfumature, in realtà.

50 sfumature dell'anima



Tutto il chiacchiericcio che è seguito all'uscita nei cinema del film 50 Sfumature di Grigio ha suscitato il mio interesse. Avevo iniziato a leggere il libro qualche mese dopo la sua uscita ma non mi aveva affascinata più di tanto. L'avevo abbandonato poco dopo le prime 100 pagine. Mi sembrava una storia surreale: una ragazza di 22 anni, completamente senza esperienza dal punto di vista affettivo e sessuale, s'innamora di un ragazzo bello (e ricco) e sceglie di mettersi completamente nelle sue mani anche quando gli propone il sadomaso.

Anastasia Steel mi sembrava un personaggio talmente finto e costruito da farmi passare la voglia di leggere il libro fino alla fine.

Qualche settimana fa ho deciso di rileggerlo e ho iniziato più o meno da dove lo avevo lasciato imponendomi di sforzarmi a leggere fino alla fine. Quando sono arrivata alla fine mi sono accorta che la prima volta lo avevo letto nel modo sbagliato perché lo stavo leggendo con l'intendo ti capire cosa avesse di così straordinario. Avevo delle aspettative sulla storia: mi aspettavo un romanzo erotico credo.

Il libro 50 Sfumature di Grigio, però, è tutt'altro che un romanzo erotico. È qualcosa che non sono ancora riuscita a definire bene.

Leggendo 50 Sfumature di Grigio mi sono accorta che non è Ana la protagonista; non è la sua storia d'amore con Christian Grey il nocciolo di questo primo romanzo della trilogia. Le sculacciate, il lusso, i regali costosi, il sesso e la stanza delle torture sono soltanto dettagli di stile.

Il nocciolo sono le 50 sfumature: sono loro le vere protagoniste. È la storia dentro la storia, un meccanismo narrativo che sembra un po' quello de Le Mille e Una Notte però meno complicato.

Christian Grey è un uomo che trascorre la sua vita su una perenne linea di confine tra il dentro e il fuori; il passato e il presente; il brutto e il bello che la vita può offrire; la confusione e l'ordine; l'assenza di controllo e il controllo a tutti i costi. L'unico modo che ha per restare sano di mente è trovare qualcosa che possa aiutarlo a mediare, o meglio a trasformare l'energia distruttiva e autodistruttiva che si muove dentro di lui in qualcosa che forse può essere accettato dalla comunità. In psicologia credo si chiami sublimazione.

Secondo me è proprio questo che ha reso i romanzi della James dei best seller. L'autrice ha provato a raccontare la modalità attraverso le quali può trovare sfogo l'energia emotiva che solitamente tendiamo ad accumulare dentro di noi dando vita a un personaggio perfetto nella sua imperfezione. Christian Grey è fragile anche se non sembra; è teso come una corda di violino.

Quante volte siamo tesi anche noi come una corda di violino? Quante volte anche noi ci troviamo a camminare sulla stessa linea di confine e ci troviamo costretti a mediare tra il dentro e il fuori; a trasformare la nostra energia distruttiva in qualcosa di collettivamente accettabile?

Fate un esperimento. Fermatevi davanti lo specchio e guardatevi negli occhi. Sentite come cambia il vostro stato d'animo mentre lo fate? Per quanto tempo riuscite a non abbassare lo sguardo? Nel momento in cui lo fate sappiate che avete attraversato la vostra linea di confine, però, all'indietro: vi siete bagnati i piedi nella vostra anima.

Quindi, tornando alla domanda iniziale... Perché un romanzo diventa un best seller e un altro no? Perché si può riuscire a rendersi conto quando un cantante canta una sua canzone? Come si può arrivare a distinguere la vera poesia dietro un mucchio di parole messe alla rinfusa su un foglio?

Dipende tutto da quanto si è disposti a condividere. Non si può avere l'ardire di raccontare emozioni se non si è disposti a lasciar trasparire, almeno in parte, le sfumature della propria anima.