Diario di una Social Geek

venerdì 15 maggio 2015

Come si misura il valore di un post? I miei parametri



La community di #Adotta1Blogger mi ha permesso di entrare in contatto con persone davvero stimolanti. Una di queste è Francesco Ambrosino di Socialmediacoso.it: mi piace attardarmi sul suo blog perché in ogni post trovo sempre il suo punto di vista sugli argomenti che più mi interessano.

Uno di questi argomenti riguarda il valore dei post: l'utilità degli articoli che noi blogger pubblichiamo, a volte quotidianamente, sui nostri blog. A questo argomento, Francesco Ambrosino qualche giorno fa ha dedicato un approfondimento che ho letto con molto piacere: Come scrivere contenuti utili e perché.

Quando ho letto il suo post, non ho potuto fare a meno di lasciargli un commento con il mio punto di vista:




Ciò che mi ha spinta a scrivere questo post è stata proprio domanda che mi ha posto: "Come si misura il valore di un post?"

Nella speranza di contribuire in modo utile all'argomento vi svelo quali sono i parametri che uso per giudicare se i post che scrivo siano di valore o meno partendo dal presupposto che dal mio punto di vista, scrivere un post di valore significa necessariamente scrivere un post utile.

Quelli che vi apprestate a leggere, quindi, sono parametri assolutamente soggettivi.

Buona lettura!


Il tempo: una moneta di scambio spesso sottovalutata


Personalmente dò molta importanza ai contenuti perché li ritengo uno strumento importantissimo a disposizione dei blogger: ci permettono di esprimere il nostro punto di vista, di comunicare o semplicemente di raccontare la nostra esperienza personale. Ciò non significa, però, che tutti i contenuti online sono di valore.

Quali non sono di valore? Principalmente quelli che sono stati scritti senza aver rispetto per il lettore.

Che sia un autore di romanzi, di tutorial o manuali, o semplicemente un blogger chi scrive a mio avviso lo fa principalmente per un motivo: essere letto.

Essere letto da chi?


C'è chi scrive per essere letto dai lettori e chi per essere letto dai motori di ricerca. Entrambi questi aspetti sono importanti nel blogging, per carità: la SEO, il web marketing, la content strategy sono strumenti importantissimi a disposizione delle aziende che desiderano affermarsi online.

A mio avviso, però, un post è di valore e di conseguenza realmente utile soltanto se viene scritto principalmente per il lettore.

Scrivere per essere letti significa disseminare, raccontare emozioni, coinvolgere, offrire soluzioni a un problema. Sottolineo la parola offrire perché quando si scrive non si può fare a meno di essere generosi con chi legge.

Ogni blogger quando scrive un post sul suo blog dal mio punto di vista compie un gesto di altruismo perché cerca di mettersi nei panni di chi legge al fine di risolvergli un problema, regalargli emozioni o semplicemente per trascorrere qualche minuto in sua compagnia... in modo asincrono.

Ogni scrittore e, allo stesso tempo, ogni blogger, oltre a essere altruista è anche un po' "ladro": ladro nel senso buono però.

Cosa ruba al lettore? Uno dei suoi beni più preziosi e sottovalutati: il tempo.

Che sia un post che si legge in 5 minuti o un romanzo che ti porta via intere settimane, il prezzo che il lettore paga per stare in tua compagnia è il suo tempo: minuti, settimane e ore che potrebbe impiegare in qualsiasi altro modo e che, invece, sceglie volontariamente o involontariamente di trascorrere tra le pagine del tuo blog.
Il tempo è d'oro.
Così recita il proverbio.

Noi blogger, pertanto, a mio avviso non possiamo esimerci dall'obbligo di ricompensare chi ci legge scrivendo cose utili prendendoci cura dei nostri lettori nei pochi minuti che scelgono di trascorrere nella nostra "casa virtuale".

Questo, per quanto mi riguarda è già una gran fonte di appagamento.

Come possiamo capire se ci stiamo prendendo cura dei nostri lettori e come si misura, quindi, l'utilità (il valore) di un post?


Non è difficile capire se ci stiamo prendendo cura o meno dei nostri lettori e il primo passo sta proprio nell'iniziare a scrivere per essere letti da un essere umano.

Il secondo passo? Scrivere in modo altruistico regalando la propria opinione, per esempio, offrendo un punto di vista diverso anche se è fuori dal coro senza timore di andare controcorrente oppure offrire la propria soluzione a un problema.

Non è necessario scrivere ogni giorno se non si ha nulla di utile da condividere con i lettori: sarebbe come regalare loro il solito maglione o la solita cravatta a Natale.
Bello, sì... però che noia!

Come ci si rende conto se i post che si scrivono sono veramente utili ai lettori? 

Ecco, questo non è altrettanto semplice purtroppo perché non tutti i lettori hanno l'abitudine di ricompensare chi scrive lasciando un commento o condividendo il post. A farlo sono davvero in pochi.

Un parametro che io prendo in molta considerazione è il numero di visitatori che tornano sul blog messo a disposizione da Google Analitycs. Il mio obiettivo, infatti, è quello di aumentare sempre di più la percentuale espressa perché mi indica che sono riuscita a ricompensare bene il tempo che i lettori hanno deciso di trascorrere sul mio blog.

È un buon parametro per valutare l'utilità dei miei post? Non lo so, sinceramente.

Mi sento di concludere, questo post, però con qualcosa in grado di andare al di là di percentuali, numeri e statistiche.

Un post utile e di valore lascia una scia anche in chi lo scrive: l'altruismo, infatti, è un sentimento che fa stare bene sia chi riceve il gesto di generosità, sia chi lo offre.

Se al termine di un post scritto, quindi, vi sentite in pace con voi stessi probabilmente siete stati altruisti con i vostri lettori e avete regalato loro un post utile e di valore.

La pensate anche voi così?