Diario di una Social Geek

lunedì 4 maggio 2015

L'importanza di coltivare il lato zen del social media manager




La settimana scorsa mi sono decisa: sono finalmente andata alla Asp di Palermo per fare la richiesta del medico dopo diversi mesi che ho spostato la residenza qui.

Ve lo dico sinceramente: l'ho fatto dopo tanto tempo perché proprio non mi andava di sprecare una mattinata a fare file. Pensavo si potesse fare tranquillamente online ma a quanto pare chi cambia regione può fare la prima richiesta del medico soltanto di persona.

Non vi dico il nervoso dopo che ho scoperto questa cosa ma vabbè, sorvoliamo.

Vi sto raccontando tutto ciò perché questa esperienza, che può essere facilmente riassunta in 1 ora di noiosa attesa e 5 minuti di procedura, perché mi ha dato la possibilità di riflettere su un aspetto del social media manager che prima di allora avevo dato per scontato.

Di cosa si tratta? Del lato zen che tutti i social media manager devono necessariamente possedere per svolgere il loro lavoro senza rimetterci la salute e decidere di cambiare mestiere dopo circa un mese.

È andata più o meno così.



Il lato zen della guardia giurata della Asp di via Turrisi Colonna



Non c'è bisogno di correre. Non importa cosa succede intorno a te, mantieni un passo pacato che ti permetta di rimanere in sintonia con la brezza gentile della meditazione. E appena te ne dimentichi, ritorna in quello spazio, semplicemente e senza sentirti in colpa.
Sii la quiete nella tempesta.
Osho

Sono arrivata alla Asp di via Turrisi Colonna un po' in ritardo: 5-10 minuti dopo l'orario di apertura al pubblico.
Dentro di me ricordo di aver pensato: "Dai, sono stata fortunata: non mi pare che ci sia molta gente fuori... quanta ce ne potrà essere mai all'interno? In fondo è un lunedì come un altro..."

La mia rosea speranza di tornare a casa a piedi entro un lasso di tempo accettabile è sfumata non appena ho superato l'ingresso.

Davanti a me un fiume multicolore di persone variamente affaccendate nel tentativo di occupare la loro attesa:

  • chi si scervellava davanti la macchinetta dei biglietti dei turni;
  • chi era difronte i diversi sportelli (fortunatamente tanti) disponibili;
  • chi trascorreva l'attesa fissando i numeretti sul tabellone luminoso sperando di veder spuntare presto quello corrispondente al proprio turno.

Non vi nascondo che in queste situazioni mi sento abbastanza disorientata.

Aspetto il mio turno alla macchinetta e pigio il pulsante dell'Anagrafe NonSoCheCosa: ero tentata di pigiare vari bottoni ma sono riuscita rilassarmi e a convincermi (ovvero la piccola folla che si era pian piano formata dietro di me, involontariamente era riuscita a convincermi) che quello che avevo in mano era il biglietto del turno corretto.

Sapete cosa diceva? Diceva: A022

Appena l'ho letto dentro di me ho esultato: "Uau! Solo 21 persone avanti a me!"

Peccato che la fila della Asp non scorre tanto velocemente quanto la fila per il pagamento delle bollette alla posta.

La mia attesa è durata circa un'ora e quando l'ho raccontato alle amiche si sono persino stupite ritenendomi fortunata di essere riuscita a fare tutto in mattinata.

Durante la mia attesa, da brava osservatrice, ho cercato di capire quali fossero le dinamiche e i bisogni di quella piccola bolgia di persone riunite lì quella mattina.

Erano tutte lì, chiaramente, per prenotare esami medici e per espletare tutti i servizi che normalmente la Asp mette a disposizione. Sebbene fossero tutti diversi e probabilmente fossero lì per esigenze diverse, quasi tutti quelli che hanno catturato la mia attenzione erano accomunati da un unico sentimento.

Quale? L'ansia.

L'ansia di non aver preso il turno giusto; l'ansia di prestare attenzione ai furbetti che cercano di infilarsi prima degli altri; l'ansia di prendere i moduli corretti; l'ansia di compilarli senza errori; l'ansia di stare attenti al tabellone e a raggiungere velocemente lo sportello corrispondente; e così via.

Tutta l'ansia delle persone che erano lì con me quella mattina finiva inesorabilmente per riversarsi sulla persona delegata a dare informazioni al pubblico e alla consegna dei moduli: una guardia giurata.

La guardia giurata era un ragazzone alto più o meno 1.90 sui 90 kg orientativamente di circa 35 anni. Fede all'anulare della mano sinistra, quindi sposato; forse padre di famiglia. Non so se fosse o meno abituato alla calma ma sta di fatto che senza di lui la mia ora di attesa in quella Asp (e non solo la mia) probabilmente si sarebbe dilungata di molto.

La sua capacità di gestire rapidamente e in modo efficiente le piccole crisi delle persone in attesa del loro turno è stata davvero strabiliante: ha saputo fare il suo lavoro con pazienza, fermezza e determinazione chiarendo dubbi e orientando le persone indecise sul turno corretto da prendere.

Il lato zen del social media manager nella gestione delle crisi


A mente fredda riconosco che il lato zen di quella guardia giurata è un ingrediente fondamentale per il suo lavoro e anche per il lavoro di ogni social media manager.

Gestire le crisi sui social network non è semplice soprattutto quando i canali social di cui ti occupi non sono i tuoi. Conoscere il proprio lavoro, essere sulla stessa lunghezza d'onda dell'azienda per la quale si lavora, sentirsi parte di essa e saper mantenere la calma anche difronte ai commenti sgarbati di persone che proprio quella mattina si sono alzate dal letto con il piede sbagliato è di fondamentale importanza.

Prima o poi tutti i social media manager si trovano a dover gestire una situazione di crisi: dal singolo commento negativo pubblicato sotto un post su Facebook che magari rischia di mettere il tuo lavoro in cattiva luce, alle vere e proprie crisi aziendali derivanti da errori nella comunicazione o da prodotti non perfetti.

A me ogni tanto accade e riconosco che non è sempre semplice mantenere il controllo e che l'impulso a cancellare il messaggio sgradevole e far finta di nulla è sempre presente.

Far finta di nulla, però, non è mai la scelta giusta per chi fa questo lavoro: bisogna diventare dei bravi mediatori; dei filtri in grado di liberare i commenti negativi dall'emotività che spesso si portano dietro e cercare di risolvere il vero problema di cui sono espressione.

Risolto il problema, risolta la crisi. Detta così può sembrare semplice questa operazione ma no, non lo è affatto.

La guardia giurata della Asp di via Turrisi Colonna, però, insegna tantissimo a tutti, anche ai social media manager: per fare correttamente il nostro lavoro, per poterci svegliare ogni mattina con il sorriso sul volto pronti ad affrontare la nostra personale bolgia quotidiana dobbiamo imparare necessariamente a coltivare il nostro lato zen.

Tu coltivi abbastanza il tuo? :) Raccontamelo e se ritieni che questo post sia utile, non dimenticare di condividerlo.