Diario di una Social Geek

mercoledì 8 luglio 2015

Le mongolfiere, il vento e l'amore



Le mongolfiere, dal mio punto di vista, hanno sempre avuto un particolare fascino. Delicate e fragili ma, allo stesso tempo, in grado di avere la forza di farci volare. Penso che chi le scelga, anche solo per un breve giro, sia naturalmente portato a considerare il percorso una parte importantissima del proprio viaggio; lo penso perché permettono di ammirare il paesaggio.

Da un certo punto di vista, mettono anche alla prova chi le sceglie per volare perché accentuano il nostro senso di fragilità mettendoci faccia a faccia con i nostri limiti primo fra tutti il nostro non poter contare sulle ali per sopravvivere a un'eventuale avaria. La difficoltà di procedere lasciandosi trasportare dal vento, di lasciarsi andare, invece, è probabilmente ciò che più metterebbe me a disagio. Dico probabilmente perché in realtà non ho ancora mai avuto occasione di fare un giro in mongolfiera.

Il vento anche ha il suo fascino perché ha la forza di far viaggiare. Inteso come strumento per viaggiare, però, ha una particolarità che lo differenzia profondamente dalle mongolfiere. Riesce, infatti, a far viaggiare soltanto cose molto delicate e piccole: le foglie cadute dai rami, per esempio, oppure le scintille di un focolare.

Mi piace accarezzare l'idea che il vento riesca, in un certo senso, a mettere in contatto le persone distanti; un'idea un po' folle ma sicuramente romantica.

L'altro giorno da pensieri come questi è nata una specie di poesia; una poesia che ho intitolato Da me a te e che il 12 luglio volerà in mongolfiera insieme ad altre 299 poesie sui cieli di Torino. Sarà, infatti, una delle 300 Poesie Aeree trasformate in aeroplanini di carta che forse giungeranno nelle mani di qualcuno abbastanza curioso da decidere di distendere il foglio e leggerla.

A quel punto Da me a te diventerà una specie di messaggio in bottiglia; diventerà un po' meno mia e un po' più di qualcun altro; una specie di regalo inaspettato e, spero, gradito. :)

Non ho mai scritto in versi e non penso di essere abbastanza brava per scrivere una poesie degna di essere chiamata con questo nome. Nonostante ciò, spero che riesca a far viaggiare, anche solo con l'immaginazione, chi la leggerà e la ascolterà.


Da me a te

Il vento mi porta
sussurri appena accennati
parole mai ascoltate
di pensieri assordanti.

Come il sapore del tuo corpo
l'acqua mi disseta
e nel ricordo del contatto
il mio si risveglia.

Arde la legna nel camino
scaldando due amanti
di quell'inverno
nell'aria il profumo.

Come in un sogno
ti vedo accanto a me.
Fiato corto
brividi sulla pelle.

Mani nella terra
nella pelle s'immergono
occhi

in altri occhi
si riflettono
labbra
morbide e nettarine

si dissetano.
Silenzio tutt'intorno
profumo di noi.
Timida una scintilla

nel fumo si avvia
un frammento di sogno
che da me a te
vorrei portasse il vento.